La Necropoli Etrusca

Il porto etrusco e la colonia romana che arricchirono l’antica città di Tarquinia

Questo è il mar Tirreno, il mare degli etruschi, dove spiegavano al vento le vele ben tese e i loro schiavi battevano i flutti con i remi, avanti e indietro dalla Grecia e dalla Sicilia dei tiranni, da Cuma, la metropoli delle colonie elleniche della vecchia Campania e dall’Elba, da cui estraevano minerali ferrosi. Gli etruschi erano gran navigatori.
D.H. Lawrence – Paesi Etruschi

 

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Porto etrusco della città, grazie al quale l’antica Tarkna crebbe culturalmente anche per mezzo degli scambi commerciali che la videro protagonista e connessa con le grandi civiltà del Mediterraneo.
L’antico porto, passò sotto il dominio dei romani che qui fondarono una colonia marittima che prese il nome di Gravisca e che continuò a sfruttare l’ottima posizione intraprendendo una fitta rete di scambi commerciali.

L’area archeologica si trova a pochi km dal centro di Tarquinia ed oggi continua a regalare preziosi reperti e testimonianze di grande importanza storica. Gli studi condotti sull’area del centro etrusco hanno messo in evidenza l’esistenza del Santuario greco di Gravisca, dove si svolgevano riti sacri dedicati ad Afrodite, protettrice della navigazione, ad Hera e a Demetra nei loro equivalenti etruschi Vei, Ura e Tura.

Gli spazi sacri, oggi visionabili, hanno portato alla luce una grande quantità di oggetti votivi destinati alle divinità. Questi preziosi ex voto raccontano i momenti finali della vita del santuario poco prima dell’arrivo dell’esercito romano. Un ultimo gesto di devozione che spinse a seppellire i manufatti per proteggerli dalla distruzione che salvaguardò la memoria dell’area sacra di Gravisca.

La colonia romana fu fondata nel 181 a. C. e si sviluppò in massima parte in spazi diversi rispetto a quelli del precedente abitato etrusco. Sono riconoscibili tre decumani, edifici quali depositi, ambienti termali ed alcune abitazioni.

L’intera area è stata sede di numerosi ritrovamenti. È il caso, ad esempio, di una raccolta di monete etrusche in bronzo e in oro risalenti all’età imperiale e che può essere ammirata nell’esposizione del Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia.

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TARCHNA, CORNETO, TARQUINIA

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