Tarchna, Corneto, Tarquinia

Creata tra il 1914 e il 1918, già nota come porta Firenze (1883-84; prog. C. Grispini); sostituì l’antica porta della valle, ormai inadeguata alle esigenze della viabilità urbana.

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L’altorilievo dei Cavalli Alati fu rinvenuto nel 1938 da Pietro Romanelli sui resti del grande tempio definito “Ara della Regina” sull’altura della Civita.L’opera, universalmente riconosciuta come uno dei maggiori capolavori della scultura etrusca in terracotta (coroplastica) , è percepita dalla comunità di Tarquinia come il simbolo della propria città.
La lastra era in origine applicata mediante lunghi chiodi di bronzo (conservati nell’allestimento) alla testata del trave sinistro (mutulo) del frontone del tempio, infatti il margine superiore, di forma obliqua, ricalca l’inclinazione dello spiovente del tetto.
L’eccezionalità della lastra è anche nel fatto che conserva in sé stessa una mirabile progressione dal bassorilievo (zampe e coda del cavallo in secondo piano) all’altorilievo (corpo del cavallo in primo piano) fino al tutto tondo delle teste e delle ali, perfettamente plasmate con dovizia di particolari, che fuoriescono dal piano della lastra.
I cavalli non sono stati realizzati solo per una visione frontale, infatti l’oggetto del tutto tondo li rendeva visibili anche dal cono visivo di chi proveniva dal lato sinistro del santuario e dava la sensazione che scalpitassero in attesa di spiccare il volo.

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TARCHNA, CORNETO, TARQUINIA

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