Tarchna, Corneto, Tarquinia

Realizzato tra il 1436 ed il 1439 su commissione del cardinale G. Vitelleschi, in parte su strutture preesistenti, su progetto di due diversi architetti, questo edificio, attualmente di proprietà demaniale, dal 1924 è sede del Museo Archeologico Nazionale.

 

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Nella facciata si può notare la compresenza di elementi gotici ed elementi rinascimentali, testimonianza sia del lavoro di due diversi architetti, sia del graduale passaggio al nuovo stile, che proprio in quegli anni si andava diffondendo: l’impronta rinascimentale è evidente nel settore sinistro, col portale sormontato da un timpano triangolare in cui è inserito lo stemma della famiglia Vitelleschi, mentre le coppie di bifore del settore centrale e le tre trifore del settore di destra ci riportano al gotico. Nello spazio rientrante del prospetto sul lato sinistro è visibile l’anello di un pozzo ottagonale, datato al 1459 e prima situato nel Palazzo Comunale: sulle pareti dei bassorilievi raffiguranti i santi protettori della città (S. Lituardo, S. Pantaleone, S. Secondiano, S. Margherita e S. Teofanio), gli stemmi del Comune, della famiglia Vitelleschi e di papa Pio II Piccolomini ed un’epigrafe riportante i nomi del Consoli e del Gonfaloniere con la dedica dell’opera. Sulla destra è stata collocata la scultura in bronzo di una figura femminile, donata da E. Greco, famoso scultore del Novecento, in ricordo del poeta tarquiniese V. Cardarelli. Anche sul retro del palazzo, in piazza Soderini, si possono osservare le finestre del primo piano, rettangolari, riferibili al nuovo stile rinascimentale, mentre le bifore del secondo piano sono in stile gotico.

É inoltre visibile la sporgenza dell’abside pensile della cappella del palazzo, situata al primo piano.

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TARCHNA, CORNETO, TARQUINIA

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