Necropoli Etrusca

La Tomba dell’Orco fu scoperta nell’1868.
Si compone di due stanze in origine divise da una partizione di roccia e ognuna presenta un dromos d’accesso.
La Tomba dell’Orco è la sepoltura più antica; era in origine una piccola abitazione quasi quadrata con una nicchia profonda sulle pareti delle quali ne rimangono solo due. Fu anticamente allargata e ristrutturata. Presenta nella nicchia di fondo un paesaggio selvaggio con i resti, in primo piano, di una scena di un banchetto con due klinai nella quale stanno distesi a destra una donna(Ravnthu Thefrinai) e un uomo (Velthur Spurinas figlio di Lars)e alla sinistra un solo personaggio barbuto(Velthur Spurinas figlio di Velthur).
Ai piedi della prima Kliné ci sono due figure di bambini: uno con un’ampolla al collo e l’altro più grande (Aulus Spurinas ) che sostiene nelle sue braccia uno scudo con un iscrizione.
Nella parete di destra è rappresentata un’altra kline sulla quale sono distese Velia Spurinas (conosciuta come la donzella Velcha, ma in realtà sposata con un membro di questa famiglia ) con suo marito Arnth Velchas, che appartiene a un’altra famiglia nobile di Tarquinia del IV secolo proprietaria della tomba degli scudi (cfr). Alla destra della nicchia è rappresentato tra “Charu” al lato, con la pelle azzurra, la narice colombina e il cappello che diventa serpente , che nel momento del ritrovamento fu chiamato “orco”.
Possiamo trovare una verifica epigrafica, che conferma l’ albero genealogico della famiglia Spurina oltre alle loro imprese sulle lastre di marmo scoperte intorno all’ara della regina, nella zona occupata dalla città etrusca con iscrizioni latine chiamata Elogia Tarquiniense.
Si tratta di iscrizioni di elogi dedicata ai suoi antenati di un molto lontano discendente della famiglia Spurina, che visse tra l’età di Tiberio e quella di Traiano.

Datazione: inizio del IV secolo a.C.

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